Archive for the ‘5c rio crosio’ Category

Incontro con Fiorella Mannoia

19883948_10213162918932380_4052879335099972436_nUn giorno scopri che Fiorella Mannoia viene a cantare ad Asti e le mandi una mail.
“Ciao Fiorella, scusa se ti disturbiamo, siamo i bimbiavegli delle “scritte gentili” (http://www.lastampa.it/…/la-scuola-dei-cartelli…/pagina.html) e del film Antigone-staying human (http://serenoregis.org/…/10/08/antigone-staying-human-il-f…/.
https://m.youtube.com/watch?v=GlCokPyggnE) abbiamo tante volte cantato ed ascoltato le tue canzoni


Sappiamo che verrai a cantare nella nostra città. Ci piacerebbe tanto incontrarti.

 

Passano i giorni e …
Sorpresa
“Carissimi, non mi mi avete disturbato per niente, ci vediamo sotto il palco alle 18.00 ,vvi lascio alcuni biglietti all’ingresso. A presto, un abbraccio, Fiorella.

Una artista raffinata e grande donna che crede nei piccoli che pensano in grande che ha dimostrato ancora una volta, di saper essere una grande donna capace di soffermarsi e dar valore alle piccole cose belle!
è stato un momento intimo e prezioso.

https://www.atnews.it/2017/07/labbraccio-di-astimusica-a-fiorella-mannoia-19965/

https://www.atnews.it/2017/07/labbraccio-di-astimusica-a-fiorella-mannoia-19965/

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The Wheels: la vera storia della guerra e di come fu messa sotto terra

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The Wheels: uno spettacolo con luci ed ombre per comprendere l’origine della guerra e valorizzare il significato della pace

Tutto iniziò in un bel giorno di seconda elementare, stavamo parlando della guerra e della pace ; quando una nostra compagna chiese al maestro chi avesse inventato la guerra e la causa che la scatenò . Egli rispose che non si sapeva chi l’ avesse inventata ma che studiando la storia forse potevamo scoprirlo

Dopo un anno incominciammo a studiare la preistoria e scoprimmo che nel periodo matriarcale non c’erano guerre tutti condividevano il cibo e la fame in modo uguale.

Con l’arrivo dell’agricoltura si iniziava a non avere più fame, ma alcuni uomini iniziarono ad accumulare più cibo , altri a rubarlo , poi dal cibo si passo’ all’oro .

La guerra la scatena chi vuole troppo e coinvolge anche altre persone che sono avide come lui, allora uccide finché non ottiene quello che vuole

Ci venne allora un’idea : fare uno spettacolo teatrale.

Quasi a fine 4 abbiamo iniziato a prepararlo e in estate l’ abbiamo concluso dopo giorni di consultazione e preparazione, in 5 abbiamo fatto le registrazioni e i montaggi degli oggetti scenici , in estate ci siamo ritrovati insieme al maestro Giampiero per scrivere la sceneggiatura ed il copione , alcuni di noi sono andati a Torino prima dell’inizio della scuola a settembre per girare il video al “cortile del maglio” dove c’è un grandissimo ingranaggio che tanti annni fa costruiva le armi, e dopo qualche settimana l’ abbiamo messo in scena a Castel Nuovo Don Bosco. Adesso è da qualche mese che l’ abbiamo fatta vedere ad un pubblico e la interpreteremo anche alla fine della scuola, come spettacolo della fine del nostro percorso scolastico ed elementare.

prima rappresenazione 25 settembre 2016 ore 16,00 Palazzo dell’Alla Castelnuovo don Bosco

Il racconto parla di come è nata la guerra e come stata domata: tutto iniziò nella preistoria , nelle tribù matriarcali che si dividevano tutto tra tutti ; erano nomadi infatti si spostavano seguendo il ritmo delle stagioni per procurarsi il cibo.

Un giorno tornarono nell’ accampamento dell’anno precedente e videro che dagli scarti della frutta che avevamo buttato via , era nata una pianta con dei germogli , così capirono che dal letame nascono i fiori , assaggiarono tutti i frutti , uno di loro ebbe un idea : perchè non venderli ?

Si divisero i compiti ,ma gli uomini maschi , dato che svolgevano i compiti più faticosi pensarono di essere indispensabili , vollerò comandare e ognuno voleva la maggior parte dei soldi.

La societa divenne piramidale ed è così che iniziarono le guerre, per predere sempre di più, o per rubare a chi aveva di meno.

Quando e i mariti tornavano dalle battaglie portavano solo ricchezze ma non dolcezze. A volte non portavano neanche ricchezze ma tornavano feriti o peggio morti. Dopo qualche tempo le donne si stufarono di rimanere sempre sole aspettando brutte notize , si incontrarono e e decisero di dare ai loro mariti figli e fratelli una bella lezione.

Desisero di far finta che , al loro rientro a casa dalle battaglie, igli uomini non esistessero, ingnorandoli. “loro ci lasciano sole?” Loro muoiono in battaglia? Loro non ci considerano? Gli faremo vedere cosa vuol dire non essere considerati ed essere soli!”

Quando gli uomini ritornarono pensarono che essere vittime di un sortilegio, scapparono nel bosco , ma mentre scappavano iniziarono a pensare a tutte le cose brutte che avevano fatto. Capirono ,sotterrarono la guerra e da lì naque un fiore che portarono alle loro mogli. Così la guerra fu domata. Ma la guerra si può davvero sconfiggere?

con la collaborazione di:

Fondazione Gabriele Accomazzo
Ass. Parthenos
Poirino S.p.a.
Silvia De Angelis
Emanuele Raneri
Claudio Catalano
Ristorante Chez Zeina Torino
ass.”il Margine”
Teatro degli Acerbi
Giulia Marchiaro
Josephine Ciufalo
Patrizia Camatel
Sara Deflorian
Antonio Chies
Autotrasporti Savian
Montecolino pavimentazioni rivestimenti tessili

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Le barchette dell’accoglienza

14484774_10210383114999019_4995044515375658082_nRagazzi questa sarà la “settimana dell’accoglienza”
Inizieremo con il ricordo delle vittime dell’emigrazione, leggeremo le notizie dei più di 3000 profughi salvati in poche ore nel mar mediterraneo, proseguendo fino ai giorni della marcia della Pace.

Ognuno scelga una canzone tra quelle che abbiamo imparato che ritenga più adatta al tema dell’accogliere del sentirsi a casa, protetti, desiderati. Poi su un foglio scrivete con colori, le parole e le frasi che vi sembrano descrivere adeguatamente la bellezza dell incontro, la ricchezza dell accogliere e la protezione che si prova nel sentirsi accolti.
Poi, aiutandovi gli uni con gli altri piegate questi fogli colorati trasformandoli nelle barchette dell’accoglienza.

14523162_10210383114319002_1890810357168731722_nOggi siamo andati in riva al fiume Borbore , a poca distanza dalla nostra scuola e abbiamo affidato queste nostre barchette all’acqua.
E’ anche stata un’occasione per osservare le opere di protezione dalle piene del fiume, l’ambiente umido, la spazzatura lasciata in giro da cittadini irrispettosi del bene comune.
14484953_10210383115679036_7821808578889070167_nCantando le due canzoni votate democraticamente dai Bimbisvegli di 5C della scuola Scuola Elementare Rio Crosio (“il mondo che vorrei”, di Laura Pausini e “Il libro in una mano la bomba nell’altra” dei Negrita) abbiamo accompagnato il gesto simbolico, immaginando che le acque del Borbore, passando nel Tanaro e poi nel Po, sfociando nel mar Adriatico possano, prima o poi, giungere in qualche modo ad accogliere e dare il benvenuto a qualche persona in ricerca di speranza sulle coste di Lampedusa o siciliane o pugliesi o sarde.
Un sogno. Affidato alle acque.
Un messaggio nella bottiglia della speranza e della fratellanza

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il compleanno della classe 1 edizione

Una passeggiata nei boschi alla ricerca della  bellezza, e  l’abbiamo trovata.

12 maggio: il compleanno della nostra classe (la ex 5C della scuola primaria Rio Crosio di Asti), ogni anno in questa data  cercheremo di ritrovarci, o se  proprio non potremo farlo fisicamente, ricorderemo che  le esperienze vissute insieme hanno creato legami, un’appartenenza  profonda.
Un sentrirsi un “NOI”.
Il tempo nei giorni scorsi è stato un po’ bizzoso, pioggia , sole, di nuovo temporale.
Decidiamo di trovarci e partire ad ogni costo.
Destinazione: i boschi di Valmanera, il prezioso polmone verde a quattro passi da Asti.
Ci incamminiamo. ritrovarsi , in questa  nuova  veste di ex alunni ed ex maestri Lina e Giampiero, inizialmente ci pone un po’ tutti a disagio.
Come  mi devo comportare? Chi guida chi? Chi obbedisce? Che ci faccio qui?
Ci immergiamo nel fitto del bosco, iniziamo a esplorare e ad osservare: le foglie , poi i tronchi, poi i terreno, sempre più vicino ai nostri piedi ed infine noi stessi, le nostre  emozioni e reazioni.
Siamo di nuovo perfettamente in sintonia.
Ed allora via  in libertà: “molti sguardi attraversano il campo , ma solo pochi occhi percepiscono i fiori” riprendiamo  allora il cammino, ispirati da due parole chiave, apparentemente in antitesi   : da solo ed Insieme, cercando di sperimentare nel camminare sia la solitudine  che la compagnia. Poi altri  spunti : opaco-trasparente, ed ancora, luce -buio, robusto-delicato. Per  ognuna di queste  coppie una chiacchierata , nella quale liberamente  i ragazzi e noi ex maestri, abbiamo esposto riflessioni, proposto chiavi di lettura. Uno scambio aperto, meraviglioso, mai ovvio, in cui gli opposti entravano in relazione.
Meraviglioso il momento in cui si è parlato del silenzio e del rumore.
il silenzio della natura , ricco di suoni, è un silenzio inclusivo, di cui mi posso sentire parte: il mio respiro fa parte di quel silenzio esattamente come il cinguettare di un merlo o l’impercettibile scricchiolio dello zampettare di un coleottero nel sottobosco ed il vento tra i rami.
Il silenzio di una conferenza o di un’assemblea è un silenzio esclusivo che allontana : “zitti voi che parlo io!”
Interessante vero?
I boschi di Valmanera, sono sempre generosi di bellezza e delicata meraviglia in qualsiasi stagione, ma  in qusta stagione  le fioriture di cisto, rose di macchia e ginestre “infiammano” il paesaggio.
Camminare tra le trasparenze di alti fili d’erba e ginestre dorate  è stata davvero un’esperienza di armonia e bellezza.
Mentre eravamo acquattati in una radura , sopraggiunge un’ospite , Patrizia Camatel amica dei nostri bimbisvegli e attice della compagnia degli Acerbi, che  ci rivela il segreto per poter tenere in mano… un bosco intero.
come?
Generosa, depone nelle mani dei ragazzi, manciate di ghiande, e inizia a raccontare la storia dell’uomo che piantava gli alberi.
Una storia che avevo raccontato loro in terza elementare ma che hanno ascoltato nuovamente, estasiati dalle “pennellate” gestuali e dalle immagini evocate dalla voce accogliente  di Patrizia. Semi per seminare bellezza consegnati nelle mani dei nostri ragazzi, ragazzini dal cuore grande e dagli occhi profondi e decisi: semi a loro volta lanciati nel mondo per renderlo più bello , più giusto.
Siamo rimasti a lungo, estasiati, immersi nel bosco, docili fibre dell’universo, sudditi del bosco, sua parte integrante,  fruitori e costruttori di questo attimo di bellezza.

Giganti in classe, insieme ai bimbisvegli

Giornata da pelle d’oca in 1C

stanno venendo su bene i pargoli, ossissì!!!

Abbiamo imparato , sperimentandola, la massima “siamo nani sulle spalle di giganti”

L’anno scorso Alessia B una bimbasveglia della ex 5C , aveva voluto comprare un libro fotografico molto bello sulla lotta alla mafia portata avanti dai giudici Falcone e Borsellino, dicendo che così i piccoli avrebbero potuto imparare anche loro che la mafia è una montagna di m….  , così come noi bimbisvegli grandi abbiamo imparato quanndo , in quinta ele mentare abbiamo visto il film “i cento passi”….
Al rientro dalle vacanze di Natale in prima C abbiamo trovato una  bellissima sorpresa: una grande albero cresciuto in classe grazie ai buoni propositi che i piccoli avevano scritto prima di Natale,  sotto questo albero un generoso e sapientissimo topo bibliotecario, ha condiviso il suo tesoro: tanti libri da piccoli e da grandi per i bimbisvegli di 1C
il bello della conoscenza e della sapienza è il condividerla, non si studia per tenersi tutto per sè, ma per raccontare , mettere a disposizione , affidare ad altri , per migliorre il mondo.
Libri di fiabe per sognare, libri di racconti per immaginare, poesie per emozionarsi, libri sulla natura per custodire il mondo e meravigliarsi per la perfezione della Natura , sempre amica, libri di storia per copiare le cose belle e non commettere gli errori del passato. Le immagini di chi e ciò che ci sta a cuore, Gandhi, Vittorio Arrigoni e vittorio Alfieri, gli alunni della scuola di gomme in palestina e di Ikondo in Tanzania, Martin Luther King, Ena Akbari alcuni , fra molti.

Libri che parlano di cose belle ma anche di cose brutte per imparare a rendere migliore il mondo, e che non bisogna avere paura ma rimboccarsi le maniche e dare il proprio contributo.

Siamo capitati sul libro sulla mafia, e ho raccontato un episodio che ascoltai proprio dalla voce diretta del giudice Caponnetto.

Era magistrato e doveva recarsi in carcere ad interrogare un grosso boss… un vero mastino.
T
utti anche i secondini portavano rispetto al padrino, temendo ritorsioni, e costui , consapevole, si atteggiava , anche in carcere con ferocia e prepotenza a guappo onnipotente.
Caponnetto entrò nel parlatorio .
Il mafioso si aggirava come un leone, pieno di sè.
Caponnetto si sedette, si aggiustò gli occhiali e fissando il mafioso gli chiese: nome e cognome?
Era troppo!
Quello saltò per aria , su tutte le furie, si mise a sbraitare inferocito, come si permetteva quell’ometto malpagato di non conoscere il Mammasantissima?

E Caponnetto insistente: nome e cognome?
In quel momento dimostrò al boss che era finito, che era un pallone sgonfiato.
che lui non aveva paura.

La mafia, e tutti i violenti, hanno paura solo di chi NON ha paura

E questo grazie a un libro di foto che Alessia ha voluto regalare ai bimbi che sarebbero arrivati, che lei non conosceva , ma a cui sapeva e sentiva di TENERE (WE CARE)

Si alza allora Elena C. e dice timidamente: “ma se un bambino non è d’accordo con un adulto lo può dire?

Certo, risponde Davide G., ma lo deve dire pacificamente , e se l’altro si arrabbia e fa il violento allora bisogna fare capire che il più furbo , quando si litiga, è quello che smette per primo.

Elena ritorna alla carica, e dice io non so se ho il coraggio di Antigone (sic.) e di dire che non sono d’accordo.

Con i brividi, fremente per l’emozione rispondo che anche Antigone non sapeva di avere quel coraggio, ma che al momento buono non ha potuto stare zitta.

non bisogna avere paura delle idee e nemmeno dei violenti. (per quelli ci sono i genitori, i maestri e i giudici)
A questo punto abbiamo anche letto gli auguri che Alby P. (uno dei bimbisvegli della ex 5C) ha inviato  a noi maestri per tutti i bimbi di prima :
“ciao maestri: fra 5 giorni si ricomincia!Raccontate alla vostra nuova classe la nostra avventura : la carrucola, la tenda, LA LUNA (n.d.r. = l’emozione di vedere sorgere la luna e sentirsi un Noi)
Tramandategli tutte o quasi tutte le esperienze che abbiamo vissuto.

Fateli diventare, da nani sulle spalle di giganti a GIGANTI ENORMI.”

E quindi eccoci qui oggi, ancora una volta, a scrutare oltre l’orizzonte, più alti della nostra altezza proprio perchè sulle spalle dei giganti  che ci hanno preceduto. Grazie alle esperienze vissute con i nostri ragazzi, insieme alla maestra Lina sperimentiamo quotidianamente la scuola del sorriso, della condivisione, della comprensione, della libertà, e della cogestione, dell’appartenenza (avere gli altri dentro di sè)

Grazie ad Alessia che  ha visto un libro e ha voluto far si che i piccoli che ancora non conosceva  lo potessero avere
alla delicatezza di Alby,
grazie a Antigone, ragazzina che disobbedì alla legge rendendo il mondo più bello e giusto,
grazie a Patrizia che  mise in scena, per  la nostra 5C la sua tragedia
ad Iris e Maddy che  dettero l’impulso a noi di prenderci cura di lei, raccontandone la storia a grandi e piccoli.
Grazie tre  scaffali dell’ikea
ad un topo bibliotecario generoso,
Grazie ad un albero  cresciuto nella nostra classe, nutrito dai buoni sentimenti e ai profondi impegni presi da piccoli filosofi, sognatori, pacifisti di 6 anni
Con noi in classe  altri giganti: Sofocle, Vic Vittorio Arrigoni, Thoreau e don Milani, i bambini della Palestina, Gino Strada e i bimbisvegli  di ieri , oggi e… domani!

La Luna, NOI e Capodanno… tutto l’anno

Care ragazze e ragazzi… bimbisvegli…

sta per sorgere la luna ad illuminare questa notte di cambiamento.

NOI tutti sappiamo quale splendido significato abbia per tutti il nostro NOI il sorgere della luna.

ci fa sentire  vicini, uniti, indispensabili, amici.

tra le 20 e le 21 saremo con il naso all’insù … ognuno  a incontrare l’altro.

Un anno di cambiamento,  ma in natura si diventa nuovi ogni giorno , come la luna tramonta e rinasce ogni giorno sempre se stessa e sempre un pochino cambiata, come  gli insettini cambiano pelle per essere adatti ad una nuova stagione.

Questa luna ci aiuta a comprendere il capodanno in modo più ecologico, più profondo ed universale, siamo parte di un tutto che cambia e si rinnova, evolvendosi in armonia.

In questo modo ci scambieremo gli auguri più grandi del mondo: chi brinda  fa  gli auguri ai suoi simili, la luna  stanotte e sempre , invece  splenderà per  noi, per  le  volpi, per  i bimbi di Palestina e per  ogni Creatura, saremo in tanti!!

A auguriamo a TE , sì , proprio a TE di rimanere la meravigliosa persona che abbiamo sempre conosciuto, sempre pronti ad essere un po’ migliore giorno dopo giorno, sempre forte perchè sai quanto sei bella, amata, forte e grande!

Buona notte e che l’anno nuovo ci faccia svegliare, tutti, felici di chi siamo e accoglienti al nuovo!

Vi vorremo sempre bene!

Lina e Giampiero