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The Wheels: la vera storia della guerra e di come fu messa sotto terra

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The Wheels: uno spettacolo con luci ed ombre per comprendere l’origine della guerra e valorizzare il significato della pace

Tutto iniziò in un bel giorno di seconda elementare, stavamo parlando della guerra e della pace ; quando una nostra compagna chiese al maestro chi avesse inventato la guerra e la causa che la scatenò . Egli rispose che non si sapeva chi l’ avesse inventata ma che studiando la storia forse potevamo scoprirlo

Dopo un anno incominciammo a studiare la preistoria e scoprimmo che nel periodo matriarcale non c’erano guerre tutti condividevano il cibo e la fame in modo uguale.

Con l’arrivo dell’agricoltura si iniziava a non avere più fame, ma alcuni uomini iniziarono ad accumulare più cibo , altri a rubarlo , poi dal cibo si passo’ all’oro .

La guerra la scatena chi vuole troppo e coinvolge anche altre persone che sono avide come lui, allora uccide finché non ottiene quello che vuole

Ci venne allora un’idea : fare uno spettacolo teatrale.

Quasi a fine 4 abbiamo iniziato a prepararlo e in estate l’ abbiamo concluso dopo giorni di consultazione e preparazione, in 5 abbiamo fatto le registrazioni e i montaggi degli oggetti scenici , in estate ci siamo ritrovati insieme al maestro Giampiero per scrivere la sceneggiatura ed il copione , alcuni di noi sono andati a Torino prima dell’inizio della scuola a settembre per girare il video al “cortile del maglio” dove c’è un grandissimo ingranaggio che tanti annni fa costruiva le armi, e dopo qualche settimana l’ abbiamo messo in scena a Castel Nuovo Don Bosco. Adesso è da qualche mese che l’ abbiamo fatta vedere ad un pubblico e la interpreteremo anche alla fine della scuola, come spettacolo della fine del nostro percorso scolastico ed elementare.

prima rappresenazione 25 settembre 2016 ore 16,00 Palazzo dell’Alla Castelnuovo don Bosco

Il racconto parla di come è nata la guerra e come stata domata: tutto iniziò nella preistoria , nelle tribù matriarcali che si dividevano tutto tra tutti ; erano nomadi infatti si spostavano seguendo il ritmo delle stagioni per procurarsi il cibo.

Un giorno tornarono nell’ accampamento dell’anno precedente e videro che dagli scarti della frutta che avevamo buttato via , era nata una pianta con dei germogli , così capirono che dal letame nascono i fiori , assaggiarono tutti i frutti , uno di loro ebbe un idea : perchè non venderli ?

Si divisero i compiti ,ma gli uomini maschi , dato che svolgevano i compiti più faticosi pensarono di essere indispensabili , vollerò comandare e ognuno voleva la maggior parte dei soldi.

La societa divenne piramidale ed è così che iniziarono le guerre, per predere sempre di più, o per rubare a chi aveva di meno.

Quando e i mariti tornavano dalle battaglie portavano solo ricchezze ma non dolcezze. A volte non portavano neanche ricchezze ma tornavano feriti o peggio morti. Dopo qualche tempo le donne si stufarono di rimanere sempre sole aspettando brutte notize , si incontrarono e e decisero di dare ai loro mariti figli e fratelli una bella lezione.

Desisero di far finta che , al loro rientro a casa dalle battaglie, igli uomini non esistessero, ingnorandoli. “loro ci lasciano sole?” Loro muoiono in battaglia? Loro non ci considerano? Gli faremo vedere cosa vuol dire non essere considerati ed essere soli!”

Quando gli uomini ritornarono pensarono che essere vittime di un sortilegio, scapparono nel bosco , ma mentre scappavano iniziarono a pensare a tutte le cose brutte che avevano fatto. Capirono ,sotterrarono la guerra e da lì naque un fiore che portarono alle loro mogli. Così la guerra fu domata. Ma la guerra si può davvero sconfiggere?

con la collaborazione di:

Fondazione Gabriele Accomazzo
Ass. Parthenos
Poirino S.p.a.
Silvia De Angelis
Emanuele Raneri
Claudio Catalano
Ristorante Chez Zeina Torino
ass.”il Margine”
Teatro degli Acerbi
Giulia Marchiaro
Josephine Ciufalo
Patrizia Camatel
Sara Deflorian
Antonio Chies
Autotrasporti Savian
Montecolino pavimentazioni rivestimenti tessili

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Le barchette dell’accoglienza

14484774_10210383114999019_4995044515375658082_nRagazzi questa sarà la “settimana dell’accoglienza”
Inizieremo con il ricordo delle vittime dell’emigrazione, leggeremo le notizie dei più di 3000 profughi salvati in poche ore nel mar mediterraneo, proseguendo fino ai giorni della marcia della Pace.

Ognuno scelga una canzone tra quelle che abbiamo imparato che ritenga più adatta al tema dell’accogliere del sentirsi a casa, protetti, desiderati. Poi su un foglio scrivete con colori, le parole e le frasi che vi sembrano descrivere adeguatamente la bellezza dell incontro, la ricchezza dell accogliere e la protezione che si prova nel sentirsi accolti.
Poi, aiutandovi gli uni con gli altri piegate questi fogli colorati trasformandoli nelle barchette dell’accoglienza.

14523162_10210383114319002_1890810357168731722_nOggi siamo andati in riva al fiume Borbore , a poca distanza dalla nostra scuola e abbiamo affidato queste nostre barchette all’acqua.
E’ anche stata un’occasione per osservare le opere di protezione dalle piene del fiume, l’ambiente umido, la spazzatura lasciata in giro da cittadini irrispettosi del bene comune.
14484953_10210383115679036_7821808578889070167_nCantando le due canzoni votate democraticamente dai Bimbisvegli di 5C della scuola Scuola Elementare Rio Crosio (“il mondo che vorrei”, di Laura Pausini e “Il libro in una mano la bomba nell’altra” dei Negrita) abbiamo accompagnato il gesto simbolico, immaginando che le acque del Borbore, passando nel Tanaro e poi nel Po, sfociando nel mar Adriatico possano, prima o poi, giungere in qualche modo ad accogliere e dare il benvenuto a qualche persona in ricerca di speranza sulle coste di Lampedusa o siciliane o pugliesi o sarde.
Un sogno. Affidato alle acque.
Un messaggio nella bottiglia della speranza e della fratellanza

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un film bellissimo

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la carica dei 105 Bimbisvegli con Antigone e Vittorio Alfieri

 

Ci sono leggi ingiuste lei pensa ed or lo dice!

12552815_10208172635178405_7600404452116662895_nFinalmente Antigone , la coraggiosa ragazza che non poteva accettare la tirannide di una legge disumana emanata da un re vendicativo ed ottuso ritorna a ispirare i nostri sentimenti!
Rappresentato l’ultima volta, al Teatro Alfieri nella versione classica scritta da Sofocle, il 21 dicembre 2012 ed allora a  metterlo in scena fu il gruppo di ragazzi di 12 anni ex alunni della classe 5C dei Bimbisvegli della scuola elementare Rio Crosio di Asti
Proprio quella avventura durata quasi due anni di lavorazione  e che permise la realizzazione del film Antigone staying human​ , ha fatto sì che l’estate scoorsa Daniela Placci e Marco Viecca si sono incontrati con me e abbiamo iniziato a parlare di collaborazioni venture.

Nei giorni scorsi una grande  sorpresa: una telefonata di Daniela ci faceva sapere che la compagnia sarebbe stata felice di avere i Bimbisvegli tra la platea.

Antigone , Creonte Argia ed Emone in classe con i Bimbisvegli di 4C: fantastica esperienza!!!

Detto fatto, facciamo girare voce tra i piccoli di 4 elementare e i grand ex alunni che realizzarono il film e recitarono la tragedia al Teatro Alfieri.

Ci ritroviamo il 16 gennaio 2016 (giorno del compleanno di Vittorio Alfieri) davanti alle porte del teatro in 105 e occupiamo metà platea.

Un azzardo dirà qualcuno.

Occhiate incredule tra gli “aficionados” del teatro, facevano pensare che in molti si aspettassero un disturbo provenire da quella massa di bambini e ragazzini dagli 8 ai 14 anni.

Invece no! Non è volata una mosca. 

DSC_6556Anzi , qua e là a tratti si sono levati singhiozzi partecipi dello strazio di due donne straziate dal lutto cui era stato strappato un affetto e fremiti indignati per la crudele ottusità del tiranno , sordo ad ogni tenerezza o pietà.

La recitazione, impeccabile, nella sua ricerca di aderenza al testo ed allo spirito Alfieriano , ha saputo scatenarne completamente la vigorosa accusa contro il potere , sempre  tirannico e disumano.

DSC_6615Il tentativo, riuscito, di aderenza non ha però impedito, soprattutto nella seconda metà della tragedia (a partire dalla scena della caverna in poi) di inserire simbologie e pathos che hanno reso modernissimo il finale.

Fare teatro classico, non significa  recitare ingessati da timori reverenziali, immotivati, verso autori e testi.

DSC_6728Teatro è vita e se, come in questo caso, lo si rende vivo e vitale, assume  una  valenza di ispirazione alle azioni , ai sentimenti ed alle emozioni del nostro quotidiano.

Elena (9 anni) mi ha confidato di aver pianto… ma non era la sola.

Giacomo(8 anni) al termine  dello spettacolo ha chiosato così: “ma se Creonte era in carrozzella , vuol dire che era malato. Così è finito malato e solo : la cattiveria è una malattia!!” 

Al termine dello spettacolo la compagnia ha incontrato i ragazzi del cast del film “Antigone staying human” ed i piccoli di 4C della scuola primaria Rio Crosio insieme ai loro maestri Lina e Giampiero​. Marco Viecca, il regista li ha spronati tutti a recitare ed avventurarsi nel grande gioco del teatro, occasione per sperimentare altri sè, ed ha invitato i Bimbisvegli​ a realizzare l’allestimento del loro prossimo spettacolo entro settembre 2016 in modo da poter essere rappresentato alla rassegna di Castelnuovo Don Bosco.

Un nuovo obiettivo da raggiungere con allegria e tenacia

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La Pace: un bene (in) comune

DSC_6460La canzone “Una stella a Betlemme” racconta di un bambino Palestinese che non può tornare dalla sua famiglia e rivedere la sua stella di PACE.
“La pace è libertà , senza la libertà non c’è Giustizia, senza Giustizia, non c’è Amore,  senza Amore  non c’è Pace!”

Con queste semplici parole i Bimbisvegli di 4C della scuola primaria Rio Crosio di Asti, hanno presentato il significato della canzone  offerta al Sindaco di Asti Fabrizio Brignolo e all’assessore ai servizi sociali Piero VercelliDSC_6481 in occasione dell’aggiunta della bandiera della PACE che  sventolerà sul palazzo del comune di ASTI.

I simboli sono importanti ma  è ancora più importante che oltre ai simboli facciano seguito azioni concrete.

 

E’ inutile dire PACE…. PACE….. PACE se poi la  pace  non la si costruisce  ogni giorno , con azioni di solidarietà, diritti per tutti, regole giuste ed eque per tutti, … così il mondo cambia …. passo dopo passo

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Ecco la registrazione video del momento , l’intonazione  non è certo impeccabile ma abbiamo preferito privilegiare la genuinità nessuna base  musicale nè strumentazione, il coro cantava a cappella in totale autonomia.

 

Lo gnomo Gnack ed il profumo della vita

Siamo i bambini della 3c della scuola elementare RIO CROSIO di ASTI.

Qualche giorno fa, nella nostra classe è venuto uno gnomo che si chiama GNACK_DSC2889 il quale ci ha raccontato che nel suo paese tutti gli gnomi vivono e si nutrono con il profumo dei fiori. Qualche giorno fa sono arrivati i MANGIAFIORI ed hanno mangiato tutti i fiori e adesso tutti gli gnomi che sono in letargo, rischiano di non trovare più cibo al loro risveglio.

Gli gnomi, per nutrirsi annusano i fiori e senza di loro sono perduti!

Il nostro ospite ci ha raccontato che il GRANDE GNOMO l’ ha incaricato per una missione importantissima: salvare i suoi amici gnomi, che sono ancora in letargo.

_DSC2896Lo gnomo Gnack ci ha affidato dei semi di fiori e ci ha chiesto di tenerli al caldo nelle nostre mani per passare a loro i nostri bei sentimenti e piantarli per far crescere dei bellissimi fiori.

Alcuni di noi hanno pensato di metterli vicino al cuore e alla testa : ci vuole sia pazienza che calore per prendersi cura gli uni degli altri e per riportare l’armonia nel paese degli gnomi.

Qualcuno li teneva vicino al cuore, altri vicino alla testa altri ancora si immaginavano un anima che pian piano si riempiva di giallo: era l’energia.

_DSC2895Mentre li tenevo in mano mi davano una bella sensazione” afferma Pietro.
“Noi abbiamo deciso di aiutarlo perchè se no i suoi fratelli moriranno”.
Stefano tenendo i semi in mano si è sentito una pianta , invece Ma
rtina è riuscita a percepire l’eterno ciclo della vita.
Elena si è sentita come in un mondo di bellezza.

Questi nostri semi adesso sono speciali perchè grazie ai nostri sentimenti diventeranno magici e potenti!

L’ insieme fa la forza” tra noi bambini ed anche tra i semini: allora li abbiamo messi in una scatola così i sentimenti si uniranno e i fiori cresceranno meglio e profumatissimi.

In questo modo  potremo  svegliare gli gnomi e sconfiggere  i mangiafiori.

Abbiamo deciso di ascoltare Gnack e di aiutare i suoi amici che ora sono diventati un po’ anche nostri amici.

La nostra idea sarebbe questa: andare al parco RIO CROSIO per piantare i semi, così che gli gnomi possano risvegliarsi dal letargo e trovare il cibo necessario alla loro vita.
Chi volesse venire con noi, sarà il benvenuto.

Gnack ci ha anche detto che sarebbe andato anche in altre scuole

C’è qualche altra classe che ha ricevuto la visita di Gnack?

Volete venire al parco Rio Crosio a piantare questi semini con noi?

Ci ritroveremo al parco lunedì mattina 30 marzo

Saremo contenti di piantare i semini con voi!!!

Per ulteriori informazioni , potete visitare il nostro blog e scriverci

 

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La Pace non è quiete

La pace  non è quiete, anzi
 

Venerdì 21 novembre  , presso il centro Giraudi, Asti ha ospitato il sindaco di Messina Renato Accorinti.

Circa un anno fa , Accorinti era balzato alle cronache per aver esposto, nell’esercizio delle sue funzioni, la bandiera “arcobaleno”, citando la Costituzione e il richiamo del presidente Sandro Pertini a “svuotare gli arsenali e trasformarli in granai come presidio contro tutte le guerre.

Un evento che aveva scandalizzato due generali, che non sopportando la vista della bandiera della pace avevano disertato la commemorazione del 4 novembre di Messina.

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Il nonviolento sbaraglia gli eserciti Niccolò G. 7 anni

Non tutti reagiscono allo stesso modo, venuti a sapere del simbolico evento (un uomo con sentimenti idee e … una bandiera che riesce a far battere in ritirata  due membri delle forze armate) i bimbisvegli dell’ allora 2 C  (oggi sono in terza elementare) della scuola primaria Rio Crosio di Asti, decidono di contattare questo personaggio.

Elena C. 7 anni, ha un’idea: gli facciamo gli auguri per il suo onomastico?

Detto fatto, si ricerca su internet il numero di telefono del comune di Messina e  insieme al maestro si telefona fissando un appuntamento per il giorno dopo.

Accorinti telefona in classe e  coinvolge da subito i bambini in una appassionante telefonata  in cui si parla di ambiente e  pace, di Peppino Impastato e  Gandhi .

La brace  migliore cova sotto la cenere, passa un anno, i bambini crescono, e nel frattempo realizzano uno spettacolo che tratta di difesa del territorio da speculazioni , di prevenzione  del dissesto idrogeologico, di fiumi che  sono risorsa e di acqua che deve essere protetta come risorsa pura e pubblica. Passa circa un anno, la bandiera della pace  che i bimbi di 3C hanno alla finestra  si sbiadisce e così si decide di realizzarne una , più grande, fatta  proprio da loro.

Vengono coinvolti tanti bambini anche di altre classi: pace  è insieme, è il teorema  che  orienta il pensiero di questi bambini insieme ai loro insegnanti.

Insieme si partecipa alla marcia della Pace di Asti, poi il Sindaco di Asti propone una bella iniziativa: imprestare il bandierone  della Pace alla delegazione di pacifisti astigiani che  prenderanno parte alla marcia della pace Perugia Assisi!

Mettendosi in cammino… ci si incontra!

Anche Renato Accorinti è ad Assisi, viene a sapere della bandiera dei suoi amici di Asti e  propone l’idea di incontrarsi presto.

I bambini sono entusiasti, da lì in poi è tutto  un meraviglioso Ambaradan allegro ed impegnato, i colori della pace  si mischiano a quelli dell’accoglienza, del saper perdonare, della giustizia, dell’incontro, della libertà e dell’allegria

La classe dei bimbisvegli, partecipa su invito del Comune e della Prefettura alla cerimonia della commemorazione  dei caduti in guerra con la bandiera della pace, della  nonviolenza , della giustizia, della fratellanza tra i popoli, questo è accaduto solo ad Asti e a Messina.

Finalmente  arriva il grande giorno:

Renato Accorinti viene accolto dalle autorità : dal prefetto Faloni, di Asti, Dal sindaco Brignolo , dagli assessori Vercelli e Parodi.

l’idea è iniziata sperimentalmente già quattro anni fa: organizzare incontri tra i bambini e testimoni primari, veri profeti del nostro tempo, in modo da lasciarli a dialogare tra loro, senza  il nostro filtro di insegnanti. Regalare loro (ed al mondo ) un ‘attimo di protagonismo e di sapienza al massimo grado.
 
Riteniamo un grande punto di forza la continuità nella collaborazione sincera profonda di sostanza ed informale, tra insegnanti di scuole elementari e medie. 
I bambini che crescono vengono affidati con fiducia a chi ne svilupperà ad un più alto grado le doti intellettive e sociali.
I ragazzi mentre crescono crescono sanno di avere ancora una  funzione di tutoring per i piccoli, ed uno spazio affettivo accogliente nella loro ex scuola, in continuità e conferma  delle pratiche di mutuo aiuto elaborate dall’abate  Goltieri, e ampliate e personalizzate dalle scuole attive americane francesi e inglesi, dall’esperienza di Winnetka e di Freinet.
Grandi che  prendono per mano i più piccoli, che ne diventano esempi, ma al contempo trovandosi in una funzione di guide, vengono rassicurati, motivati e valorizzati , in un’età ed una società in cui spesso l’autostima vacilla, soprattutto in coloro che  cercano di avere una visione non del tutto allineata al mercato ed al pensiero comune.

Con questo spirito, quindi , sul palco del centro giraudi , insieme ad Accorinti ci sono due classi, la 3C della scuola elementare Rio Crosio e la 3 M della scuola media Martiri della Libertà. 

In platea, studenti di varie scuole, genitori, insegnanti, la dirigente scolastica delle medie Mrtiri – Brofferio e  del V Circolo, Cristina Trotta e l’ex dirigente del V circolo  Rosanna Sardo.

Non si è trattato di una conferenza colta, ma di un incontro di anime e spunti di riflessioni.

Un duetto avvenuto grazie all’esperienza  ed al calore di Renato Accorinti, ed alle speranze trasmesse dai bimbi e ragazzi: nei loro occhi solo futuro, voglia di crescere e stupirsi.

Come ricordato dal Prefetto, la musica  è un veicolo meraviglioso per  apprendere con tenacia, per canalizzare emozioni e sentimenti, per entrare in relazione  con  gli altri, imparare ad ascoltare e ad essere protagonisti. Si è scelto quindi di usare la musica e le parole di canzoni per  introdurre e  fungere da  contrappunto alle  parole di Accorinti. I canti scelti: Il Pescatore , la Guerra di Piero di De Andrè, il Disertore di Fossati, La bellezza dei margini di Yo Yo Mundi.

Accorinti ha  ha ricordato che il nemico da temere non sono gli altri ma quel che cova dentro di noi. Sono risuonate sotto le parole di Luther King “Non mi fa paura la cattiveria dei malvagi ma l’indifferenza degli onesti e “I Care” di don Milani: impegno di partecipazione ad saper sentire l’altro e prendersi cura delle situazioni e delle persone.

Pace è insieme, pace  non è mai quiete, (il termine  non tragga in inganno). 

Essere in pace  non significa starsene in panciolle, ma  saper sentire  la continuità con gli altri, un fremito interiore che conduce all’azione, all’impegno, all’empatia. E’partecp-azione

Al termine dell’incontro i commenti da parte dei piccoli e dei grandi sono stati dapprima riservati, poi pian piano un fiume in piena: il seme deve stare sotto terra prima che il germoglio sbuchi e sia visibile!

Ho ripensato a tutte le  cose  belle che  mi sono successe nella mia vita, dice Niccolò con una lacrima calda che gli solca il viso, esprimendo tutti i sentimenti che traboccano dal suo cuore di 8 anni.

Ho capito l’importanza della Pace , che  per poter essere raggiunta c’è bisogno dell’impegno e della collaborazione di tutti, anche del sacrificio. La Pace  si fa a parole (con il dialogo) e  con le  azioni. (M.P. 13 anni)

La pace è un’azione collettiva, un io che diventa un noi. (A.D. 13 anni)

La pace è … un gran bel casino, un allegro ambaradan. (T.G. 8 anni)

E’ come il Big Bang: un’esplosione  che porta la vita. (G.P. 8 anni)

Ho capito che  ci sono moltissime persone che vogliono e  costruiscono la pace, perchè non se  ne  parla di più? A scuola si studiano più le guerre che la pace . 

Spesso sono i Bambini a capire le cose, dovrebbero essere ascoltati di più (R. F. 13 anni)

Un fatto emblematico: gran parte dei bambini rientrati in classe  hanno disegnato , spontaneamente girotondi, turbini, spirali, nodi. 

Molti parlano di Renato come un amico, è una presenza tangibile in classe, e già ci si immagina il prossimo incontro.

 

Gocce di pace, riflessioni colorate

4 novembre 2014, Asti – piazza 1 maggio

Questa mattina piovigginapiovepiove  di brutto!

Abbiamo un appuntamento con la piazza oggi!

Con i bimbisvegli della 3 C della scuola elementare Rio crosio di Asti, siamo invitati dal sindaco di Asti, a partecipare alla cerimonia del 4 novembre con la nostra bandiera della pace che sventoleremo leggendo forte a tutti i presenti il testo scritto dai bambini tutti insieme.


In classe  terminiamo il lavoro iniziato nei giorni scorsi sui “buoni e cattivi” in una guerra.

Ci concentriamo sui buoni.

Chi vale la pena celebrare come eroe, piangere in caso di scomparsa, imitare come esempio?

I “buoni” per i “bimbisvegli” della 3C sono:

chi si arrende,

chi sa perdonare,

gli operai delle fabbriche di armi che rifiutano di andare a lavorarci,

gli obiettori di coscienza,

Emergency e i medici di guerra,

i feriti di guerra,

i bambini,

le mogli dei soldati,

i profughi

i soldati disertori che scappano dalle battaglie.

Insomma  … l’eroe di guerra  è chi la guerra non la fa!

_DSC0943 _DSC0946Ma i bambini superano sempre gli adulti ed allora al di fuori dell’ovvio vien fuori il sorprendente.
Sono categorizzati tra i buoni anche i soldati…
Stupito chiedo  il significato , il senso della proposta di alcuni di loro.
“si maestro, i soldati che  non possono rifiutarsi e in guerra ci son proprio costretti ad andare , ma  non vorrebbero”
E’ una grandissima lezione: già non a tutti è dato il privilegio di poter obiettare, rifiutare . Ci sono situazioni in cui la costrizione il ricatto diventano insopprimibili, ed allora il pensiero gentile  e pietoso di questi bambini ha saputo concedere il riconoscimento della categoria dei buoni!
Ognuno sceglie il SUO eroe di guerra e lo disegna , diventerà la bandierina personale da sventolare, durante la cerimonia, mentre sul retro incolliamo il nostro appello ai governanti: una richiesta di ascolto da parte dei più piccoli affinchè il mondo degli adulti scelga la via della coerenza.
Si insegna ai bambini a  non picchiare , a non fare capricci, a non prendere con la forza la roba degli altri, sarebbe ora che anche gli adulti scegliessero la via del dialogo e dell’accordo per risolvere le questioni tra di loro.

Ecco il testo composto dai bambini della 3C :

“Egregie autorità civili e militari, cittadini del mondo,

siamo i bambini della 3C della scuola elementare Rio Crosio di Asti, nei giorni scorsi abbiamo realizzato questa bandierona della pace, con l’aiuto di altri bambini delle scuole del V circolo, ègrande abbastanza per sventolarla ed esserne coperti, avvolti e protetti.

L’abbiamo portata in strada , sventolata al balcone del Comune di Asti e affidata ai pacifisti e agli amministratori locali che l’hanno portata alla marcia della Pace Perugia-Assisi.

Oggi la portiamo qui per offrire a tutti i nostri pensieri di pace e di speranza ,nel giorno che piange i caduti di tutte le guerre.

Pace per noi :

è giustizia,

è libertà

è non violenza

è bellezza naturale

è armonia

è allegria

è perdono

è saper chiedere scusa

è umanità

è giustizia

è condivisione

Con la guerra tutto è perduto, anche il futuro, la pace invece fa pensare, riflettere, rende migliori ed unisce.

Le guerre non risolvono niente, anzi creano orfani, vedove, feriti, morti innocenti: tutta gente come noi.

Piangere oggi per i caduti in guerra , deve servire per imparare che la guerra FA MALE ANCHE SE A QUALCUNO SEMBRA GIUSTA!

Vi chiediamo di buttare via tutte le armi, trasformandole in cibo per gli affamati in medicine per i malati e in scuole per chi non può studiare…

Vi chiediamo di scegliere la strada difficile e meno battuta , del dialogo, della nonviolenza, del disarmo, perché la pace rende migliori…

TUTTI!

Arriviamo in piazza 1 maggio , apriamo la bandiera, prendiamo accordi con lo speaker per definire  i dettagli della lettura del testo dei bambini (preventivamente  presentato per approvazione alla Prefettura) e ci prepariamo a partecipare alla cerimonia , ognuno con il suo eroe di guerra preferito sul petto o in mano.

_DSC0947_DSC0978Qualche alto ufficiale non gradisce  alcuni dei nostri  eroi , in particolare disertori e fuggitivi.
Non senza diplomazia difendiamo la libertà espressione delle nostre preferenze in fatto di esempi.
Viene letto il nostro appello, ascoltato da tutti e, speriamo, compreso nel suo significato sincero: non è una provocazione, nè una semplicistica raccolta di pensierini infantili , ma una vera carta d’intenti di cittadini che stanno crescendo, con occhi, cuore e mente aperti e che  oggi vogliono impegnare gli attuali amministratori ad una  drastica e sincera conversione: si svuotino gli arsenali, si costruiscano scuole, ponti, ospedali.
Perchè la Pace rende migliori… tutti!
Quando la pioggia inizia a scrosciare con maggiore insistenza, il nostro grande bandierone rivela una sua funzione imprevista e tutti i bambini lo sollevano sopra le loro teste e vi trovano riparo sotto.

Lì sotto,stretti stretti, protetti e sovrastati dal coloratissimo telo che  riflette tutti i colori dell’arcobaleno, i bimbi fanno sobbalzare la bandiera della pace e le parole , libertà , pace , giustizia, armonia, allegria, condivisione, insieme, non violenza, umanità , prendono corpo, e sembrano un mare colorato dai mille bagliori, mosso dall’energia dell’impegno e dell’entusiasmo. Un momento di vitalità, sicuramente di rottura con il rigido schema del protocollo militare, pur rispettosa della memoria del dolore causato dalla più insensata delle invenzioni umane : la guerra.

Mentre le note dell’inno d’Italia gonfiano i petti di molti, le vivaci mani dei bimbi, alzate al cielo gonfio di nubi, sembrano danzare accarezzando il cielo, accogliendone la pioggia purificatrice, che nutre la terra e lava  via l’immondizia della guerra.

Tra le loro manine protese, scorrono gocce di pace, nell’animo di chi li ha saputi ascoltare, riflessioni colorate: speranza per tutti!

Buon 4 novembre 2014, per noi: festa delle forze dis armate

La linea del tempo dei disobbedienti che rendono il mondo più bello e giusto!



Non è mai troppo presto per iniziare a capir come va il mondo. I “Bimbisvegli” della scuola elementare Rio Crosio di Asti con i loro maestri Lina Prinzivalli e Giampiero Monaca hanno già alcuni punti fermi e riferimenti nel tempo da cui attingere la loro ispirazione.
Sulla nostra linea del tempo appesa sopra alla lavagna, si trovano in sequenza: la piccola Antigone e Mosè, poi Gesù di Nazareth, seguito da Ipazia e Maometto, Vittorio Alfieri e  Gandhi, Thoreau, Don Milani, Rosa Parks e Martin Luther King, poi Peppino Impastato e infine Vittorio “Vik” Arrigoni , e ultimamene abbiamo aggiunto David Grassi e Renato Accorinti: tutti eroi a loro modo, disobbedienti verso le ingiustizie, costruttori di pace e ricercatori, tessitori di armonia attraverso la bellezza.