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Indietro nel tempo, l’ Egitto in classe: mummifichiamo tre pesci

 

1450744_10208623905899891_7745229197396081358_nIn storia stiamo studiando gli Egizi e in scienze le caratteristiche di pesci mammiferi molluschi ecc ecc.
Compito: chi se la sente deve farsi insegnare da un genitore ad eviscerare un pesce estraendo gli organi.
Questa abilità servirà nei prossimi giorni per una attività che faremo in classe: la ripetizione del rito di mummificazione dei defunti secondo Il gruppo che riuscirà a “non far puzzare il pesce” sarà ufficialmente elevato a rango sacerdotale!!
Estratti gli organi li osserveremo anche al microscopio per comprenderne un po’ la morfologia.
Poi le interiora saranno essicate nel natron che realizzeremo ricercandone la composizione chimica e inseriti nei vasi canopi.
Le tre salme di faraoni … si tratta di tre pesci “Bugo” saranno profumate salate e ricoperte con il natron.
infine bendate con bende di lino ed amuleti.
Vediamo come va a finire!!!!

pesciCi siamo divisi in sei gruppi  da cinque\sei bambini.

Giampiero ha un libro in inglese sugli Egizi,ci ha dato delle fotocopie e noi le abbiamo tradotte.

Appena è entrata Lina,il maestro ci ha consegnato un pesce per ogni gruppo;noi l’abbiamo aperto e gli abbiamo tolto gli organi.

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Dopo 70 giorni immersi nel natron (ricreato miscelando sale e bicarbonato) riempiti di spezie (ginepro, chiodi di garofano, pepe cannella e rosmarino) ed unguenti (olio canforato) i pesci sono completamente disidratati.
Le tre equipe di mummificazione procedono a scrivere invocazioni benefiche sul libro dei morti e si procede a imbottire con paglia la cavità dei tre pesci, non senza profumare ancora una volta con incensi e nuove spezie fresche.

Un amuleto di vetro blu provvede a chiudere la bocca.
Domani il bendaggio e la resina tura per sigillare le tre preziose mummie.

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Siamo quasi al termine dell’esperimento.
Dopo aver imbottito le cavità addominali dei nostri pesci con paglia e spezie ed inserito amuleti nelle loro bocche, procediamo al bendaggio ed alla resinatura che le preserverá per i “secoli a venire”.

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il valore del nostro risparmio

Spettabile Comune di Asti – Assessorato all’istruzione – Servizio Mense12552850_10208131563191631_5889861346346076484_n

Care signore e signori che ogni giorno preparate il cibo per nutrirci a mensa,

Siamo le bambine ed i bambini della 4C della scuola primaria Rio Crosio di Asti

Negli anni ci siamo accorti che ciascuno di noi ha delle pietanze che gradisce maggiormente e ha bisogno di diverse quantità di cibo per soddisfare il suo appetito.

Distribuendo la porzione intera ad ogni bambino, si ha un grande avanzo a fine  pasto ed un grande spreco di cibo.

12507184_10208131569271783_3745547926679213413_nCon i nostri maestri abbiamo sperimentato un metodo per garantire ad ognuno un’adeguata porzione di cibo per varietà e quantità.

Un po’ di tutto e di tutto un po’: ognuno mangia secondo il proprio bisogno ed appetito, o la porzione intera  o solo mezza porzione (quantità sotto alla quale non si può scendere)

Con questo metodo, a fine pasto, non avanza praticamente nulla, mentre su altri tavoli è capitato di osservare montagne di cibo sprecato (fino ad 8 chili a classe!)

Ci siamo chiesti quale valore possa avere questo nostro impegno quotidiano che portiamo avanti da quattro anni.

Sicuramente  ha molta importanza per il vitello ed il pollo che non vengono macellati inutilmente per essere buttati nella spazzatura.

Crediamo che sia giusto avere a disposizione  quello che ci serve e fa bene ma  non il superfluo.

Sinora abbiamo soltanto evitato di sprecare il cibo che entra nei nostri piatti, lasciandolo invece nei cassoni della mensa, ma sappiamo che  una gran quantità di cibo perfettamente commestibile che viene cucinato per noi, viene buttato nella spazzatura perchè così dicono le leggi.

Non ci sembra giusto e siamo pronti a fare la nostra parte per evitare questo terribile spreco.

Ci siamo domandati  quale sia il nostro effettivo consumo di porzioni di cibo.

Con i maestri abbiamo preparato un grafico che riporta giorno per giorno, le presenze a tavola ed il numero reale di porzioni consumate dalla nostra  classe sia per la prima che per la seconda portata.

Abbiamo calcolato la media del numero di piatti risparmiati sui mesi da novembre 2015 a gennaio 2016

il risultato ottenuto è di 7 porzioni non ritirate  ogni giorno .

1441243_10208131567751745_7920561076555247497_n12417935_10208131566511714_2748268347466542493_nCi siamo informati presso i funzionari del servizio mense ed abbiamo saputo che  il costo del cibo fresco per ogni porzione ammonta a euro 1.80 (escluso il servizio , il piatto , le posate , il lavaggio, la preparazione delle tavole e la pulizia dei locali)

Ci chiediamo se il valore del cibo che non sprechiamo, possa essere convertito in un risparmio per le nostre famiglie o per sostenere le attività scolastiche di classe o anche per aiutare famiglie in difficoltà.

Dato che non vogliamo rischiare di chiedere troppo abbiamo “arrotondato” il costo del cibo fresco a 1,50 che moltiplicato 6 porzioni (anzichè 7) per i 200 giorni di scuola all’anno fa: 1800 euro.

Ci ha colpiti moltissimo questa cifra e riempiti di orgoglio.

Colpiti, perché non immaginavamo che  in mensa si sprecasse così tanto cibo, proprio in un momento in cui tante delle nostre famiglie hanno problemi di lavoro e di reddito.

Riempiti di orgoglio perché non pensavamo che il nostro impegno quotidiano potesse risultare così efficace: 25 bambini che fanno attenzione al proprio appetito , che ascoltano il loro corpo e si alimentano con attenzione, a sazietà  ed evitando gli sprechi, riescono a non buttare 1800 euro nella spazzatura!

Vi chiediamo cortesemente di prendere in considerazione  il nostro impegno e di discutere insieme a noi come impiegare questa somma. 

Noi vorremmo che fosse utilizzata in parte per aiutare famiglie in difficoltà ed in parte per le attività della nostra classe oppure restituita ai nostri genitori.

Noi ci impegniamo invece a continuare a fare attenzione alla quantità di cibo che desideriamo, e se siete d’accordo, anziché preparare per noi  i 24/25 pasti quotidiani, potete inviarcene 6 in meno ogni giorno; tranne quando c’è la pizza che quella la mangiamo tutti!!

Vi ringraziamo per l’attenzione e speriamo di poter discutere presto con voi la soluzione a questo problema

I Bimbisvegli della 4C e i loro maestri

Piatti puliti (rifiuti zero) 2015

Sono ormai oltre nove anni che con i nostri bambini e le nostre bambine a scuola sperimentiamo con soddisfazione un sistema per gestire il momento della mensa come un momento educativo, senza soluzione di continuità con le esperienze fatte in aula, in gita scolastica o in palestra. L’educazione alimentare entra nel piatto e dal piatto prosegue negli stomaci famelici dei nostri bambini.

Si parte dal presupposto che l’organismo per crescere sano abbia bisogno di moltissimi nutrienti contenuti in una vasta gamma di alimenti. Siamo quello che mangiamo e così come un’astronave di lego ha bisogno di mattoncini grandi piccoli e delle più svariate forme, anche il corpo in crescita necessita di vitamine provenienti dalle arance, dall’insalata, dalle carote e dalla banana, i carboidrati possono arrivare dalla pizza ma devono esserci anche quelli di patate e riso, le proteine dell’arrosto sono indispensabili come quelle dei legumi. La ricchezza in natura sta sempre nella varietà e nell’equilibrio. Il menù della nostra mensa scolastica è vario e gustoso, certo non tutti amano gli spinaci, altri li adorano, le carote sono una scoperta per Tommaso, mentre le patate sono “la bestia nera” per Martina. Serena non ha molto appetito oggi, mentre Edoardo sbranerebbe un bisonte. Un po’ di tutto , un po’ per tutti.

Abbiamo due linee guida che ci aiutano a fare la cosa giusta anche in mensa:

ogni portata deve essere assaggiata;

tutto quel che entra nel piatto, finisce nello stomaco.

È faticoso, a volte, per tutti. Ma l’avventura del crescere implica impegno, a volte fatica  ma come in una passeggiata in montagna, che soddisfazione quando si arriva in cima.

Ecco come procediamo: appena i bambini si accomodano ai loro tavoli, i maestri prendono un po’ di piatti vuoti e passano ai tavoli chiedendo chi vuole porzione intera e chi metà del primo. Non è prevista l’opzione del prendere intero e buttare via, nè, tantomeno quella del non prendere del tutto il primo. Almeno metà si mangia. Coloro che vogliono solo metà porzione vengono associati: uno riceve il piatto vuoto dal maestro, l’altro il piatto pieno, i due autonomamente si dividono la razione e il gioco è fatto.

Per il secondo stessa procedura, ma la verdura di contorno viene messa in un grande piatto e l’insegnante passa, da ogni bambino chiedendo se ne vuole porzione intera oppure se ne voglia una quantità modesta o… microscopica. Tanta, poca o pochissima, ma si mangia: perchè ogni minerale, ogni vitamina, ogni nutriente è diverso dall’altro ed essenziale. In questo modo lo scarto al termine del piatto è pari a zero, mentre con altre gestioni abbiamo verificato che si può arrivare anche a quattro chilogrammi di cibo buttato senza toccarlo per ogni tavolo. Abbiamo più di venti tavoli, il conto è presto fatto ottanta chilogrammi di cibo sprecato ogni giorno.

Al termine del pasto i bambini rassettano i tavoli differenziando i piatti dai bicchieri dalle posate in modo da agevolare le inservienti nel riordino.

Questo modello è stato inizialmente ideato e sperimentato dalla nostra classe poi via via si è diffuso ad almeno metà delle classi della scuola Rio Crosio di Asti: una grande soddisfazione per i Bimbisvegli che hanno avuto l’orgoglio di veder adottata la loro pratica, premiando il loro costante impegno.

L’anno scorso il Consiglio Cittadino dei Ragazzi ha lavorato molto sul tema del riciclaggio e della riduzione degli sprechi e ha proposto in diverse scuole astigiane una “sfida” tra le classi a chi lasciava il tavolo più pulito. Una sfida vinta da tutti e premiata a giugno con una graditissima porzione di profiteroll gentilmente offerta dall’azienda dolciaria astigiana Effepì.

Resta ancora un passo ambizioso da compiere: quantificare questo risparmio riuscendo a gratificare dal punto di vista economico anche le famiglie. Il modo c’è ed è molto semplice: dopo qualche settimana di questo sistema ogni insegnante capisce benissimo qual è l’effettivo consumo della propria classe. Se otto tra bambini e bambine mangiano generalmente la mezza porzione è come se quattro non mangiassero. E se si riuscisse a riconoscere a questo impegno per non sprecare alimenti buoni e cibo prezioso? Basterebbe che gli insegnanti fossero autorizzati a contare come “non presente” un bambino o due o tre ogni giorno (a seconda di quanto la classe è famelica) oppure questa turnazione potrebbe essere facilmente gestita per via informatica con un semplice accorgimento nel sistema di gestione ordini della cooperativa che gestisce il catering.

Recentemente l’amministrazione comunale si è dimostrata estremamente sensibile al problema degli sprechi nelle mense, stamane si è iniziato a parlare insieme all’assessore Marta Parodi della possibilità di recepire questa pratica sperimentale strutturandolo ed allargandolo anche ad altre scuole, garantendo così un enorme risparmio in termini di risorse alimentari che non verrebbero cotte e buttate via (fossero anche solo cinquanta chilogrammi ogni scuola sarebbe già un’enormità) e un bel risparmio per le famiglie, cioè cinque/otto euro in meno al mese per il pagamento della retta della mensa.

Sono già stati calendarizzati incontri con l’assessore Parodi, la scuola, i funzionari e gli impiegati comunali del servizio mensa che hanno, da sempre, apprezzato e agevolato questo sistema, e i dirigenti delle ditte appaltatrici del servizio refezione per valutare la possibilità di attuare su scala cittadina questa modalità. Un bel modo per fare sistema e un’occasione “ghiotta” (è proprio il caso dirlo) per dare valore al cibo ed importanza al cibo.

Lo gnomo Gnack ed il profumo della vita

Siamo i bambini della 3c della scuola elementare RIO CROSIO di ASTI.

Qualche giorno fa, nella nostra classe è venuto uno gnomo che si chiama GNACK_DSC2889 il quale ci ha raccontato che nel suo paese tutti gli gnomi vivono e si nutrono con il profumo dei fiori. Qualche giorno fa sono arrivati i MANGIAFIORI ed hanno mangiato tutti i fiori e adesso tutti gli gnomi che sono in letargo, rischiano di non trovare più cibo al loro risveglio.

Gli gnomi, per nutrirsi annusano i fiori e senza di loro sono perduti!

Il nostro ospite ci ha raccontato che il GRANDE GNOMO l’ ha incaricato per una missione importantissima: salvare i suoi amici gnomi, che sono ancora in letargo.

_DSC2896Lo gnomo Gnack ci ha affidato dei semi di fiori e ci ha chiesto di tenerli al caldo nelle nostre mani per passare a loro i nostri bei sentimenti e piantarli per far crescere dei bellissimi fiori.

Alcuni di noi hanno pensato di metterli vicino al cuore e alla testa : ci vuole sia pazienza che calore per prendersi cura gli uni degli altri e per riportare l’armonia nel paese degli gnomi.

Qualcuno li teneva vicino al cuore, altri vicino alla testa altri ancora si immaginavano un anima che pian piano si riempiva di giallo: era l’energia.

_DSC2895Mentre li tenevo in mano mi davano una bella sensazione” afferma Pietro.
“Noi abbiamo deciso di aiutarlo perchè se no i suoi fratelli moriranno”.
Stefano tenendo i semi in mano si è sentito una pianta , invece Ma
rtina è riuscita a percepire l’eterno ciclo della vita.
Elena si è sentita come in un mondo di bellezza.

Questi nostri semi adesso sono speciali perchè grazie ai nostri sentimenti diventeranno magici e potenti!

L’ insieme fa la forza” tra noi bambini ed anche tra i semini: allora li abbiamo messi in una scatola così i sentimenti si uniranno e i fiori cresceranno meglio e profumatissimi.

In questo modo  potremo  svegliare gli gnomi e sconfiggere  i mangiafiori.

Abbiamo deciso di ascoltare Gnack e di aiutare i suoi amici che ora sono diventati un po’ anche nostri amici.

La nostra idea sarebbe questa: andare al parco RIO CROSIO per piantare i semi, così che gli gnomi possano risvegliarsi dal letargo e trovare il cibo necessario alla loro vita.
Chi volesse venire con noi, sarà il benvenuto.

Gnack ci ha anche detto che sarebbe andato anche in altre scuole

C’è qualche altra classe che ha ricevuto la visita di Gnack?

Volete venire al parco Rio Crosio a piantare questi semini con noi?

Ci ritroveremo al parco lunedì mattina 30 marzo

Saremo contenti di piantare i semini con voi!!!

Per ulteriori informazioni , potete visitare il nostro blog e scriverci

 

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PIATTI PULITI 2014

Noi da tre anni mangiamo a mensa 5 giorni alla settimana .

Pensiamo che la qualità del cibo e la cura con cui è preparato, siano rimasti uguali in tutti questi anni e che sia più che accettabile, considerando che è una mensa e non un ristorante a 5 stelle.

Mangiamo sempre cose sane, diverse, e ci sembra che il menù sia abbastanza nutriente ed equilibrato.

Se avanza del cibo dopo il pasto, questo è perché alcuni bambini sono abituati solo ai cibi che già conoscono, senza provare gusti nuovi.

Noi , invece assaggiamo tutto quello che viene preparato per noi.

Se non siamo sicuri che questo cibo ci piaccia, chiediamo ai nostri maestri di darcene solo un piccolo assaggio, poi se ci piace , i maestri, ce ne danno di più.

Sappiamo che il nostro corpo è formato da tante cellule tutte diverse e può crescere bene solo se si mangia un po’ di tutto (la piramide alimentare), per questo motivo ci impegniamo a mangiare almeno una forchettata di tutti i cibi, anche quelli che non sono del nostro gusto.

In questo modo alla fine del pranzo, nei nostri piatti non avanza proprio niente, perché tutto quello che è entrato nel nostro piatto è poi andato a finire nel nostro pancino.

Davide dice: “Io non amo molto l’insalata e per questo motivo mi aiuta mangiarla con un pezzetto di pane” , “Io uso lo stesso trucchetto con gli spinaci” dice Serena. “noi invece adoriamo gli spinaci” Dicono Jacopo, Kelly e Gianluca.

“A me prima di provarle qui a scuola, non piacevano le carote, le ho assaggiate in mensa grazie ai maestri e adesso mi piacciono.” rivela Elena.

A Federico e Karim è successa la stessa cosa per la bresaola.

Di sicuro mangiamo più noi con il mezzo piatto che non altri bambini che ricevono tutto il piatto ma ai quali è consentito avanzare tutto.

Quando ci alziamo da tavola , dopo averla sparecchiata, torniamo in classe , sazi, felici e ben in forma.

Sappiamo che un pasto della mensa costa fino a 5,20 e per questo ci impegniamo a non sprecare i soldi dei nostri genitori.

Però sappiamo anche che il nostro sistema fa risparmiare molto cibo che così non viene sprecato, sarebbe bello se questo nostro sistema servisse ad aiutare i poveri o i nostri genitori.

Abbiamo letto la lettera mandata al comune da alcuni genitori e non riusciamo a capire se noi mangiamo nella stessa mensa di cui parla la lettera.

Il formaggio che mangiamo ci è sempre piaciuto, il formaggino spalmabile a volte lo usiamo per far diventare gli spinaci più dolci e cremosi.

Le mozzarelle sono morbidissime e fresche! “E noi le mangiamo in un sol boccone” (Elena, Nico e Gianluca)

La frutta non è marcia , anzi, noi che portiamo in classe quella che non consumiamo subito, rimane fresca per diversi giorni.

Le polpette e gli hamburger ci piacciono, qualche volta hanno qualche pezzetto un po’ più duro, ma il sapore è buono, abbiamo quasi tutti i denti robusti, e la carne non è molto grassa.

La pasta al pesto è gradita a moltissimi.

Le cosce di pollo piacciono a tutti, ed anche i bastoncini di pesce.
La pizza piace moltissimo.
Le lasagne, le tagliatelle, il riso con la cremina alla milanese sono ottimi.
Il tonno piace davvero, se troviamo troppo olio, incliniamo il piatto facendo scolare bene il tonno e lo mangiamo asciutto come ci piace di più.
Gli sformati di verdura, le frittate con vegetali, sono un modo molto ghiotto per mangiare verdure in modo diverso.

Le signore che ci servono il pranzo sono sempre gentili con noi, speriamo che sorridano, perché noi non le vediamo, perché hanno sempre la mascherina davanti alla bocca.

Ci sembra che lavorino moltissimo e per questo abbiamo deciso di aiutarle, sparecchiando i tavoli , ammucchiando i piatti uno sopra l’altro, separando le posate , i piatti e la carta e il pochissimo cibo di scarto.

Ringraziamo tutti quelli che lavorano con impegno per darci un pasto ricco, gradevole e sereno.

Abbiamo voluto scrivere anche noi quello che pensiamo della nostra mensa, speriamo che questa lettera possa servire a rendere sempre migliore la nostra mensa, evitando sprechi ed accuse inutili.

Buon appetito a tutti dai bimbisvegli della 3 C della scuola primaria Rio Crosio di Asti e dai loro maestri

un uomo

meditiamo, se questo è un uomo?
io cosa sono?
una riflessione un po’ da grandi….ma voi siete grandi!

“oh me oh vita
domande come queste mi perseguitano.
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti…
Che c’è di nuovo in tutto questo??

che la vita esiste
e l’identità.
Che il potente spettacolo continua
e che tu puoi contribuirvi
con un verso….
quale sarà il tuo verso?”

 

“Lascio il mio posto a chi ha famiglia”

Rinuncia al trapianto e muore

Walter Bevilacqua aveva 68 anni
Walter Bevilacqua, pastore tra le montagne dell’Ossola, aveva 68 anni. Al parroco disse: “Io sono solo, è giusto così”.
RENATO BALDUCCI

“Sono solo, non ho famiglia. Lascio il mio posto a chi ha più bisogno di me. A chi ha figli e ha più diritto di vivere”. Walter Bevilacqua lo aveva confessato al parroco poco tempo fa. La morte l’ha colto durante la dialisi a cui si sottoponeva ogni settimana all’ospedale San Biagio di Domodossola. Il cuore ha ceduto durante la terapia e la bara è stata portata a spalle al cimitero dagli alpini di Varzo, penne nere come lui. Dietro al feretro, le sue sorelle Mirta e Iside: “Era proprio come lo descrivono: altruista, semplice. Un gran lavoratore. Sapeva che un trapianto lo avrebbe aiutato a tirare avanti, ma si sentiva in un’età nella quale poteva farne a meno. E pensava che quel rene frutto di una donazione servisse più ad altri” racconta Iside.

Una vita piena di sacrifici, così come quelle di altri pastori di montagna, stretti alla loro terra. Solitario e altruista, nel momento più delucatio della vita ha detto no al trapianto. “Sono in molti che aspettano quest’occasione. Persone che famiglia e più diritto a vivere di me. E’ giusto così” aveva detto, con quella naturalezza che l’ha sempre contraddistinto. Bevilacqua è morto pochi giorni fa a 68 anni, una storia venuta alla luce quando il parroco del paese, don Fausto Frigerio, l’ha raccontata in chiesa durante la messa, un esempio da affidare a tutti. Quella frase pronunciata tanto tempo prima, gli era rimasta impressa: “Me l’aveva detto durante una chiacchierata. So che l’aveva confidato anche a un conoscente con cui si trovava in ospedale per le terapie» racconta il prete. E’ questa la notizia che ha bucato il silenzio dell’Ossola, in una valle corridoio verso la Svizzera, a una manciata di minuti. Sui monti della valle Divedro, Walter Bevilacqua ha trascorso i suoi ann, allevato dal nonno Camillo, uomo di altri tempi, ligio alle regole, gran lavoratore. Da lui aveva imparato a non risparmiarsi mai, a non lamentarsi delle difficoltù di chi vive in quota. “Credo non abbia mai fatto le ferie” racconta chi lo conosceva bene. L’agricoltura e gli animali erano la sua passione. Il suo mondo era là, una fetta di terra strappata alla montagna che poco più in alto diventa spettacolo nella conca dell’alpe Veglia.

Pallatennis bimbisvegli

Qui potete scrivere come è stato giocare ad il nuovo gioco Bimbisvegli PALLATENNIS e se non avete ancora provato l’esperienza giocataci perchè è un bellissimo sport!!!!!!!!!!!!!!!!!

Pallatennis è un insieme di

&

 

 

INSIEME FANNO PALLATENNIS!!!!!!!!!!!!!


QUA POTETE ORGANIZZARE ANCHE MOLTI TORNEI DA FARE DA QUALCHE PARTE!!!!!!!!!!

CAPTAIN AMERICA

il fumo uccide

Il  fumo  uccide  te   e  chi  ti  sta  vicino  .

Abbiamo  visto  i  polmoni  del  fumatore,  all’ interno  sono  gialli  con  qualche  macchia  nera,  invece  all’ esterno  sono  tutti  neri.

 

lori   va

Bimbisvegli: il Comune “premia” alcuni alunni della Rio Crosio di Asti

Un esempio di civiltà e attenzione agli sprechi in ambito alimentare giunge dall’esperienza collaudata dai ragazzi della 5C della scuola elementare “Rio Crosio” di Asti, coinvolti ormai da alcuni anni nel progetto didattico “Bimbisvegli”.

“Da anni i ragazzi s’impegnano a non sprecare nulla – spiega il maestro elementare Giampiero Monaca -, chi ha fame lo dice a me e alla maestra Lina e noi provvediamo a far avere loro una porzione  ridotta ma comunque sufficiente al fabbisogno energetico per affrontare le mille attività della nostra classe. Al termine del pasto i ragazzi separano le stoviglie e puliscono il tavolo, cercando di lasciare il posto pulito come l’hanno trovato”.
L’educazione dimostrata dai bambini trova riscontri anche in materia di costi: “Abbiamo calcolato che un tavolo da sei persone ha uno scarto medio di cibo avanzato di 80 grammi, rispetto al chilo e ottocento grammi di un tavolo lasciato a se stesso”. La notizia non è passata inosservata all’ufficio Mense del Comune di Asti, che per ripagare la virtuosità dei ragazzi ha intenzione di proporre nella prossima riunione della Giunta Comunale, che sarà presieduta dal neo sindaco Fabrizio Brignolo, un carnet d’ingressi gratuiti alla Piscina Comunale all’aperto di via Gerbi.

Fabio Ruffinengo

 

Proteggete la Natura!

Sono i bambini a chiedercelo!

Ieri , venerdì, erano circa le 8 del mattino e pensavo acome presentare ai miei bambini di seconda elementare (quelli della 2B)  il tema dell’anno internazionale delle foreste.

Come sempre succede , i bambini, basta ascoltarli, ed il gioco è fatto.

Valerio 7 anni mi dice: maestro lo sai che a casa mia è successo un disastro?

Stanno tagliando un bosco e io sono molto triste.

 

Mi vien la pelle d’oca, appena arriviamo in classe, gli chiedo di raccontare a tutti  questo avvenimento, che immediatamente suscita l’indignazione di tutta la classe!

E’ fatta, penso, divido in gruppetti che avranno il compito di riflettere insieme e scrivere dei brevi pensieri sull’importanza degli alberi, dei boschi e delle foreste.

Valerio invece si mette a scrivere una lettera da mandare ai giornali e da pubblicare su internet

sono i bambini a chiederci di lasciare loro un mondo bello e non inquinato…

sta a noi saper rispondere adeguatamente!

 

A casa mia, Villavranca d’Asti, è successo un disastro: dei signori stanno tagliando il bosco dove passo ogni mattina per andare a scuola.

Mi sento molto male perchè ogni albero che viene tagliato è come prendersi una martellata du un dito.

A me piacciono molto gli alberi perché mi danno l’ossigeno per vivere, e non servono solo per me ma sono la casa di molti animali.

Mi piacerebbe tanto che smettessero di tagliare gli alberi, se continueranno il paesaggio sarà brutto.

                                                                          Valerio 7 anni (2B scuola Rio Crosio Asti)